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Questo numero di i-lex, curato da Valeria Marzocco, invita alla discussione scienziati e ricercatori di diverse discipline su alcune tesi di Paolo Becchi, che nel recentissimo passato hanno provocato non poco disordine nei diversi ranghi, scompaginati ma pur sempre ranghi, dei ricercatori di bioetica, particolarmente di coloro che si occupano di morte cerebrale ed espianto d'organi. Per correttezza e con la gentile concessione di Morcelliana, pubblichiamo anche lo scritto di Becchi, sicché il lettore avrà agio di confrontare tesi ed antitesi. La sintesi giuridica è quel che ognuno di noi si augura su un tema che coglie l'uomo nel momento in cui alza ogni arma, seppur minima, in segno di resa non alla natura ma alla società. Qui il giurista davvero non può tacere e farsi trovare privo di strumenti di soluzione, giacché a lui primariamente, da millenni, è demandata l'accorta salvaguardia dell'ambito sociale, dosando, in ogni epoca diversamente, il conseguente sacrificio delle libertà individuali. Discutono sul tema Fabio Cembrani, Settimio Monteverde, Federico Gustavo Pizzetti, Amedeo Santosuosso, Luciano Sesta.
La rivista i-lex è aperta ad osservazioni proposte e critiche di chi vorrà eventualmente confrontarsi ulteriormente sul tema. Tengo solo a ricordare che ogni intervento è sottoposto, in forma anonima, alla valutazione di due referee, con le quali, eventualmente, l'autore sarà tenuto a confrontarsi.
Francesco Romeo |